La mia esperienza come digital designer

Quando parlo del mio lavoro con i miei genitori, molto spesso vengono al pettine quelle che sono le differenze tra “i loro tempi” e la situazione attuale. Mia mamma (Maria) mi racconta che quando lei aveva la mia età, lavorava come biologa per uno studio catanese di prelievi. Non era felice e così un giorno decise di fare il famosissimo e oggi tanto ambito concorsone scolastico. Ebbene si, alla fine lo superò e iniziò la sua carriera come insegnante di matematica e scienze alle medie. Adesso è in pensione, già da 5 anni e dice sempre che “fare la professoressa è il miglior mestiere…si ha tempo libero e soprattutto si lavora con ragazzi giovani”. Sono pienamente d’accordo, anche a me piace molto insegnare, entrare in connessione con i miei studenti, facendo loro domande e spronandoli a capire la lezione. Non sono difficili le mie lezioni, cerco sempre di “spezzare” le nozioni teoriche con battute, domande o anche video. Credo che il miglior metodo d’insegnamento sia quello di invogliare gli studenti partecipando attivamente alla lezione. Certo, rispetto a mia madre che insegnava alle medie, i miei studenti sono principalmente persone adulte dai 21 ai 55 anni e quindi a volte può essere difficile organizzare una lezione chiara e comprensibile per tutti, ma queste sono proprio “le problematiche” che apprezzo di questo lavoro. Che sia chiaro però, io non sono solo un docente formatore! Ho tenuto diversi corsi in ambito digitale (animazione grafica, web design, wordpress, etc…), ma il lato positivo “dei miei tempi” consiste proprio nel poter fare diversi lavori contemporaneamente. Ed è così che oltre ad essere docente, sono anche web designer, grafica, social media e fotografa! WOW che figata.

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Le mie esperienze lavorative post-laurea in ambito digital

Lo so ti starai chiedendo, ma che sei una tuttologa? Assolutamente no! Non è stata una mia scelta, è stata la conseguenza di  questa stramba e moderna situazione lavorativa. Ora ti spiego meglio. Dopo essermi laureata a Brescia in Web&App, mi sono messa subito a cercare lavoro a Padova (per amore mi trasferì nella città veneta dei “gran dottori”). In una settimana trovai subito un lavoro come web designer per un’agenzia che creava siti in chiave SEO. Questa esperienza durò  meno di sei mesi; imparai molto dal punto di vista lavorativo, principalmente mi occupavo di disegnare i wireframe, le icone e qualsiasi tipo di componente grafico dei siti; ma non solo, progettavo e sviluppavo i siti in WordPress, principalmente erano tutti siti vetrina di aziende, ristoranti, ber, etc.. L’ambiente di lavoro era carino, io stavo bene, i  colleghi/e mi piacevano, erano gentili, sempre sorridenti e non si lamentavano mai del mio lavoro! Però sentivo che quello non era un luogo stimolante e così lo lasciai e continuai a lavorare in autonomia, procacciandomi clienti online o nella mia piccola cerchia di amicizie padovane. Dopo 6 mesi decisi di riprovarci e mi misi a cercare di nuovo lavoro presso un’agenzia. Stavolta fu più complicato, ci misi circa un mese a trovare lavoro come grafica per i social per un’agenzia di comunicazione in provincia di Padova. Anche questa esperienza durò poco, per mia fortuna (ho evitato di sprecare tempo). In pratica il problema fu principalmente economico; ero stata assunta con un contratto stage full time e lo stipendio era così “ridicolo” da non riuscire a sostenermi economicamente. Così fui costretta a chiedere una diminuzione delle ore (non più soldi!) per avere più tempo e poter fare altri lavori per conto mio. La risposta arrivo dopo due settimane con la fine del contratto di stage. Ero abbastanza felice di questa chiusura, l’ambiente dell’agenzia era poco stimolante, ed era difficile esprimere a pieno la mia creatività. L’unica aspetto positivo di questa esperienza è stato il lavorare in coppia con una copywriter molto brava che mi ha insegnato a gestire i social, ad organizzare piani editoriali, programmare post e a fare le sponsorizzate!

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Comunque finita questa esperienza ero davvero positiva, lo so non sembra vero ma era così. In tasca non avevo soldi ma ero fiduciosa. Così iniziai di nuovo a cercare lavoro in qualsiasi ambito, avevo urgentemente bisogno di soldi! Iniziai a lavorare come freelance per un’agenzia che progettava applicazioni per cellulari. Mi trovavo molto bene. Lavoravo da casa, facevo i de-briefing iniziali direttamente con il cliente, così riuscivo a capire bene gli obiettivi che il progetto grafico e la user experience dovevano perseguire. Era il lavoro perfetto ed ero molto felice di averlo trovato. Ma i pagamenti non erano immediati, bisognava aspettare la fine di tutto il processo di creazione dell’app e così un giorno feci un colloquio in un call-center, centro assistenza ENEL. Fui presa, era un lavoro perfetto, avevo un contratto con minimo 20 ore che mi permetteva di continuare a progettare anche le app, ero super felice! Al call-center lavorai per due mesi e mezzo, poi per motivi personali dovetti lasciarlo. Mi trovavo bene. Eravamo veramente in tanti, i miei colleghi erano gentili e sorridenti e soprattutto quello che mi piaceva di più è che nessuno veniva a parlarmi male degli altri!

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Dopo questa esperienza rimasi circa un mesetto lavorando da freelance, finché per gioco un giorno risposi all’annuncio di un distributore di cosmetici della provincia di Padova. Feci il colloquio e mi presero come web designer. Il mio compito era quello di gestire il sito web, sistemarlo, dargli un’identità grafica omogenea. Così iniziai. Da allora sono passati 8 mesi e ancora lavoro lì, soltanto che adesso oltre che a gestire il sito mi occupo pure della comunicazione digitale con creazione di newsletter, articoli per il blog, traduzioni dall’inglese all’italiano, gestione di ben 5 account social (Facebook e Instagram) e creazione di qualsiasi artefatto grafico per la stampa: dai pieghevoli ai poster, agli adesivi. Di tutto insomma, ogni tanto mi occupo anche di assistenza clienti! Considerando che  mesi fa’ io non ne sapevo niente di cosmesi, tanto meno di cosmesi naturale, mi fa sorridere pensare come oggi io sia arrivata a dare  consigli alle mie amiche, alla mia famiglia, al mio ragazzo! Adesso capisci come le mie esperienze lavorative mi abbiano portato a essere una “tuttologa”?

Se ti va’ di saperne ancora di più su di me e specialmente sulla mia esperienza come freelance ti invito a leggere questa intervista “Il web design e l’approccio ideale con la fotografia” che ho rilasciato a Pronto Pro, il portale online dei professionisti.

Ti lascio con il titolo di uno dei miei film preferiti di quando ero bambina….

Io_speriamo_che_me_la_cavo

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